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L'ariete è l'animale alato dal vello d'oro che Nefele, la regina di Beozia
abbandonata dal marito Atamente, mandò sulla terra per salvare
i figli Frisso ed Elle, che stavano per essere sacrificati dal padre.
Questi era stato raggirato da Ino, la sua nuova compagna, che mal vedeva
i figli della prima moglie di Atamante, e aveva progettato di eliminarli.
L'intervento di Nefele salvò loro la vita: appena videro
l'ariete, infatti, vi saltarono sopra e volarono
verso la Colchide. Durante il viaggio, però, Elle cadde nel braccio
di mare che separa l'Asia Minore dall'Europa e annegò; in suo
onore i Greci battezzarono quel tratto di mare Ellesponto.
Arrivato a Colchide, Frisso sacrificò l'ariete e ne donò
il vello al re locale, Eeta, di cui sposò la figlia, Calciope.
Una volta morto, Frisso tornò in patria sotto forma di spettro
per tormentare il cugino Pelia, che aveva spodestato il re di Tessaglia.
Il regno spettave in realtà a Giasone, e Pelia promise di restituirglielo
se fosse riuscito a riportargli il vello d'oro. Giasone, allora, intraprese
la spedizione assieme agli Argonauti e raggiunse la Colchide.
Poichè il re Eeta si oppose alla restituzione del vello d'oro,
decise di sottrarlo furtivamente, ma il prezioso manto era custodito
da un serpente che non dormiva mai.
Fu grazie all'aiuto della figlia di Eeta, Medea, innamorata di Giasone,
che in seguito sposò, che Giasone riuscì a compiere la
sua impresa.
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