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Se due stelle appaiono di uguale luminosità, non
è detto che lo siano realmente. Infatti, potrebbero sembrar tali anche
essendo enormemente diverse tra loro: se la più luminosa è più lontana
dell'altra, la maggior distanza la fa sembrare meno luminosa di quanto
non sia.
La luminosità, cioè la magnitudine, che si misura solitamente è quindi
quella apparente. Spesso è però possibile passare, con il calcolo, dalla
magnitudine apparente a quella reale.
Ipparco fu il primo a catalogare le stelle in base alla loro luminosità
(noi usiamo un catalogo molto simile a quello di Ipparco), la sua scala
prevede che le stelle più luminose abbiano una magnitudine negativa.
Ad esempio Sirio, che è la stella più luminosa del cielo, ha una magnitudina
apparente di -1,46 e una assoluta di +1,41, mentre Anteres, stella della
costellazione dello Scorpione, ha una magnitudine apparente di +0,96 circa,
ma una magnitudine assoluta di -4,7; quindi ci appare meno luminosa di
quanto non sia in realtà.
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