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Isaac Newton nacque nella contea di Lincoln (Inghilterra) nel 1642.
All'età di 18 anni chiese l'iscrizione al Trinity College di
Cambridge e vi fu ammesso con lode. Nel 1665 iniziò a trattare i problemi
di chimica, astronomia, matematica e di meccanica. Fu questo un periodo di intuizioni folgoranti.
Formulò la teoria della gravitazione universale, secondo la quale
due corpi qualsiasi si attraggono con una forza direttamente proporzionale al prodotto
delle loro masse e inversamente proporzionale al quadrato delle loro distanze.
Newton aveva anche dietro di sé le grandi intuizioni di Copernico e Keplero e le
immortali esperienze di Galilei. Egli dimostrò anche che la luce, bianca o solare,
non è costituita da un solo colore ma è un insieme di raggi di colori diversi,
dal rosso al violetto (il cosiddetto disco di Newton). Ma quando si trattò di definire
la natura della luce, Newton fu vittima del suo tempo, ossia rimase attaccato alla teoria corpuscolare.
A Newton si devono inoltre numerose soluzioni e teorie nel campo della matematica, nella quale
pose le basi dell'analisi infinitesimale, della meccanica e l'invenzione del
primo telescopio a riflessione. Nel 1692 un incendio distrusse gran parte dei suoi appunti e
lo stesso laboratorio nel quale lavorava. Nel 1697 Newton fu nominato direttore della Zecca di
Londra; nel 1699 membro dell'accademia delle Scienze; nel 1703 presidente della Royal Society e
qualche anno dopo fu creato dalla regina Anna cavaliere, col titolo di Sir. Morì
il 20 Marzo 1727 a Kensington, una località dove si era ritirato in seguito ad una malattia.
Le sue spoglie sono tuttora nell'abbazia di Wenstminster accanto a quelle dei sovrani inglesi.
Sulla sua tomba si legge un'epigrafe dettata da A. Pope: "La natura e le sue leggi giacevano
nascoste nella notte". Dio disse: "Sia Newton" e tutto fu luce.
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